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21 novembre 2010
Gita al Rifugio Terz'Alpe - da Canzo - Triangolo Lariano


Rifugio Terz'Alpe (Canzo) (m. 793)
da Canzo (CO) m.387 alle Fonti di Gajum m. 481, indi per il “Sentiero Geologico” lungo la Val Ravella al rifugio in ore 1:30 circa.
Ritorno: medesimo itinerario, oppure per strada selciata sino a Gajum in ore 1:30 circa.
Partenza: alle ore 8:00
Coordinatori: Gaini Lorenzo - Vecchi Gabriele.

Scheda della gita Scheda della gita

TERZ'ALPE, Canzo
Terz'Alpe è un'accogliente rifugio di proprietà dell'Azienda Regionale delle Foreste gestito da Silvano Frigerio e dalla moglie Clotilde Piumatti.
È lì da una vita, circondato da prati e vegetazione boschiva, proprio ai piedi degli imponenti Corni di Canzo. Immerso in una tangibile atmosfera di magia, nel cuore del Triangolo Lariano, negli stessi luoghi permeati di energia "pulita" prediletti dalle antichissime popolazioni celtiche che vi stanziavano millenni or sono. Situata a 800 msl, ad un ora di cammino da Canzo: dalla fonte di acqua minerale Gajum, presso l'Hotel Sorgente, partono due mulattiere segnalate che conducono all"Alpe. Una di queste, ma solo se provvisti di un permesso speciale rilasciato dal Comune, può essere anche percorsa con un automezzo. L'altra invece si trasforma quasi subito in sentiero. Caratteristica di non poco conto è la presenza di due tracciati geologici amministrati dalla Comunità Montana Triangolo Lariano che da Gajum giungono proprio in prossomità del rifugio.
Come agriturismo l'Alpe offre servizio di ristorazione con i prodotti aziendali, ma solo su prenotazione, e soggiorno in mezza pensione. Data la posizione strategica lungo la passeggiata classica per i Corni e lungo i sentieri geologici. L'offerta gastronomica spazia dai pizzoccheri alla polenta uncia, brasato, affettati, salame con lenticchie.
Rifugio III Alpe, Canzo Tel. 031-68.27.70 - 2488598731 (Manuel)

Terz'Alpe

Itinerari di accesso
Canzo, Fonti di Gajum, Rifugio Terz'Alpe - dislivello: circa 400 m.
(Canzo 400 m. - Rifugio Terz'alpe 793 m.).
Dal centro di Canzo bisogna raggiungere a piedi la località Fonte Gayum a 483 m s.l.m. (circa Km 1,5, 20-30 minuti). Da qui partono due percorsi che si ricongiungono davanti alla Terz'Alpe: sinistra La Via delle Alpi, a destra il Sentiero Geologico

Primo itinerario: Sentiero Geologico (Via per S. Miro a destra)
Il percorso coincide con il Sentiero Geologico Giorgio Achermann. Lungo il cammino troveremo, accanto ad alcune rocce e massi particolari provenienti da lontano durante le epoche passate, alcuni pannelli che ne spiegano le caratteristiche. Alla sinistra ci sono due tabelloni che mostrano una cartina e i sentieri della Val Ravella.
Ci avviamo su fondo acciottolato in leggerissima salita, con il bosco alla sinistra e una siepe alla destra. Il torrente ci accompagnerà per buona parte del cammino, a volte da un lato e a volte dall'altro; infatti sono ben otto i ponti e ponticelli su cui dovremo passare, più due passerelle su un suo affluente.
Più avanti troviamo poi due case e uno slargo alla destra che rappresenta l'ultima possibilità di parcheggio. Poco dopo una stanga chiude l'accesso ai veicoli. Sulla destra c'è un cartellone con una cartina della zona (m. 500). Pochi passi più avanti sulla destra troviamo un'altro edificio; un cartello informa che si tratta di una calchera.
Lasciato a destra un grande masso erratico, proseguiamo diritti ignorando il sentiero n. 7 che, guadato il torrente, sale verso il Cornizzolo.
Con un ponte attraversiamo il torrente (m. 530) e continuiamo nel bosco con il torrente alla sinistra. Su un grosso masso vediamo il segnavia a bandierina con il n. 2. Poi con un altro ponte torniamo sull'altra sponda (m. 545). Ora il bosco è più fitto.
Superiamo un terzo ponte identico ai precedenti. La pendenza aumenta, poco più avanti un sentierino scende al torrente dove un cartello indica da quella parte il "Parco massi erratici".
Raggiungiamo un bivio (m. 570). La stradina acciottolata gira a destra e continua in salita verso San Miro (a 5 minuti). Un sentiero invece prosegue diritto verso il rifugio Terz'Alpe. Proseguiamo diritto il leggera discesa e raggiungiamo una passerella in legno con il quale ritorniamo alla sinistra del torrente. Oltre il ponticello, il sentiero gira a destra e segue il torrente. Un cartellone a cura della Ersaf segnala che siamo nella "Foresta dei Corni di Canzo".
Troviamo un grande masso sulla sinistra e poi una madonnina sulla destra, accanto al torrente. Raggiungiamo un altro ponticello, con una passerella metallica (m. 600). Lasciamo a destra un casello dell'acquedotto. Alla sinistra ci sono alcuni grossi massi. La pendenza continua a cambiare man mano che risaliamo nel bosco, attraversando altri ponticelli (otto in totale) che ci portano da un lato all'altro del torrente, con alcuni tratti a gradini rinforzati con tronchetti di legno ed altri caselli dell'acquedotto.
Dopo una curva a sinistra la pendenza aumenta. Troviamo alcuni ampi gradoni (m. 745). Risaliamo poi alcune serie di ripidi gradini di legno. In questo tratto ci sono anche due corte protezioni in legno alla sinistra e una alla destra. Giriamo poi a sinistra. Alla destra ci sono dei prati recintati. Davanti cominciamo a vedere la Terz'Alpe e i Corni.
Tempo impiegato: ore 1.00 - Dislivello: m. 310 dalla Fonte Gajum.

Secondo itinerario: Via delle Alpi (a sinistra)
Dopo avere superato una stanga (sempre alzata) con un cartello che indica che il transito è consentito solo ai mezzi autorizzati, si imbocca una bella strada dal fondo acciottolato e ci si incammina in leggera salita nel bosco. Si segue la strada a tornanti tra siepi e reti di recinzione con diversi cambi di pendenza.
Troviamo ed ignoriamo un sentiero che si stacca a sinistra nei pressi di una piccola baita in legno (m. 610). (Un cartello indica in dialetto: "Sentee dal Repussin – Canz"). Proseguendo sempre lungo la mulattiera acciottolata, troviamo un basso muretto a secco che ci accompagna sulla destra. Ci addentriamo nella pineta (m. 665).
Incrociamo un altro sentiero (dove alcuni segnavia indicano il Sentiero Naturalistico dello Spaccasassi; Cresta di Cranno, Sass de la Prea, Cranno-Asso). Ignoriamo anche questo e dopo altre curve, percorriamo un tratto incassato nel terreno e troviamo un cartellone che preannuncia l'arrivo alla Prim'alpe. Sulla destra si stacca un ampio sentiero in lieve discesa. Alcuni segnavia indicano: Prim'Alpe Grosso m. 718; a destra: Sentiero Naturalistico dello Spaccasassi.
Pochi passi più avanti, sulla sinistra, troviamo l'antica cascina ora trasformata in centro visite della Riserva Naturale del Sasso Malascarpa. Davanti cominciamo a vedere i Corni. A destra ci sono dei prati e una bella fontana che butta acqua in due grandi vasche e nei prati ci sono varie attrezzature da picnic. Sulla destra inizia un sentiero denominato "Lo Spirito del Bosco" lungo il quale sono state sistemate alcune sculture lignee di Alessandro Cortinovis: lo gnomo, il folletto, lo scoiattolo, l’uomo che riposa, ecc. Ci sono anche delle passerelle, ponticelli e un piccolo labirinto. (una passeggiata consigliata per le famiglie con bambini che si conclude, tornando sulla mulattiera principale, al rifugio Terz'Alpe).
Riprendiamo il nostro cammino lungo la mulattiera su fondo sterrato e pianeggiante. In questo tratto ai lati della stradina ci sono dei piccoli cartelli posti ai piedi di alcuni alberi che ne indicano il nome. Riprendiamo a salire su fondo acciottolato. In breve raggiungiamo un tornante all'esterno del quale un cartello indica la "Sorgente San Gerolamo m. 728". Subito dopo c'è una santella con l'immagine del santo.
La pendenza aumenta. Troviamo un sentiero che si stacca sulla sinistra (i segnavia indicano a sinistra con il sentiero n. 5: Rifugio SEV ai Corni, Vetta dei Corni). Noi continuiamo ancora diritto, il fondo della stradina torna ad essere sterrato (m. 775).
Proseguendo in leggera salita, percorriamo una curva all'esterno della quale una serie di tronchi e pietre ben incastrate fanno da rinforzo. Continuiamo con un lungo tratto praticamente pianeggiante fino ai ruderi della Second'Alpe (m. 795). Qui, sulla sinistra, ci sono un tiglio secolare segnalato da una targa, una fontana con vasca ed una vecchia costruzione nella quale scorre l'acqua, un tavolo in legno con relative panche, la cappella di San Miro alla quale si accede con due gradinate, e due cartelloni che parlano di "San Miro il santo dell'acqua" e della "Second' Alpe".
Proseguiamo sempre con pochissima pendenza e, dopo una curva a sinistra cominciamo a vedere il vetusto e massiccio edificio della Terz'Alpe e infine, superato un rivolo con un ponticello in cemento, lo raggiungiamo.
Tempo impiegato: ore 1.15 - Dislivello: m. 310 dalla Fonte Gajum.

Spiriti del bosco

Risalendo ulteriormente la valle, si può raggiunge in 30 minuti la Colma (1000 m s.l.m.) e da qui, procedendo sulla cresta in direzione sud-ovest, si può raggiungere il Sasso Malascarpa (muraglione a cubi sovrapposti) e i campi solcati del Monte Pràsanto , questi ultimi di notevole interesse geologico per il fenomeno del carsismo superficiale, raramente così marcato. Dal Monte Pràsanto si può scendere alla bocchetta di S. Miro percorrendo un ripido sentiero fino ad arrivare alla chiesetta di San Miro per raggiungere nuovamente Gajum.


Ultimo aggiornamento il 21 novembre 2010

   
         
Stella alpina