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17 gennaio 2010
Gita al rifugio Lupi di Brembilla (m.1280) - Prealpi Orobiche


Rifugio LUPI di BREMBILLA (m. 1280)
da S. Antonio Abbandonato (m. 987)
Ritorno: Medesimo itinerario.
Partenza alle ore 8:00
Coordinatori:Gaini Lorenzo - Locati Francesco.

Galleria fotografica Galleria foto 2008

Rifugio Lupi di Brembilla al Pizzo Cerro
Il rifugio Lupi di Brembilla sorge a pochi metri dalla vetta del Pizzo Cerro (m. 1285) in una zona dalla quale si può godere di un panorama eccezionale, se consideriamo la relativa altezza del luogo. Per raggiungerlo si percorre un tratto della "Strada Taverna" un'antico tracciato che dai Ponti di Sedrina porta a Sant'Antonio Abbandonato e quindi al Passo del Crosnello (1094 m.), un'antica via di comunicazione prevalentemente commerciale e di transumanza che interessa il versante orografico sinistro della Val Brembilla (BG), la cui importanza viene testimoniata in epoca rinascimentale. Non deve esere considerato azzardato il termine "strada", in quanto il tracciato, aggirando le impegnative gole del torrente Brembilla, prima che questo confluisca nel fiume Brembo, ha reso possibili i collegamenti perenni con i territori della media e bassa Val Brembana e con gli importanti centri economici, ecclesiali e burocratici di Zogno e di San Giovanni Bianco.

Rifugio Lupi di Brembilla
Il Rifugio Lupi di Brembilla al Pizzo Cerro

Descrizione dell'itinerario.
Cartografia essenziale: Carta Kompass n. 105 (Lecco-Valle Brembana)
Dalla statale 470 della Val Brembana, nel centro di Zogno, i imbocca la strada in salita a tornanti che porta a sant'Antonio Abbandonato.
Giunti a Sant'Antonio Abbandonato prendiamo a piedi la strada a sinistra per Catremerio (988 m) che si raggiunge con un percorso quasi in piano. L'interesse del borgo si manifesta con numerosi elementi ancora ben conservati e con evidenti testimonianze delle antiche attività rurali affacciate sulla piazzetta e nei vicoli che da essa dipartono che ne fanno un autentico "gioiello". Catremerio si presenta infatti con strade selciate, muri realizzati con pietra calcarea frammista ad arenaria intonacati solo a "raso", i primi gradini delle scale in grossi blocchi di pietra ed evidentissimi loggiati in legno con parapetti chiusi.
Lasciata alle spalle Catremerio, si imbocca la mulattiera che sale alla Chiesa e al Passo del Crosnello (o Grosnello) , corrispondente al tracciato della Strada Taverna, con tratti fra antichi muri di sostegno che, con ingegnose geometrie, rendono utilizzabili preziosi lembi di pascolo.
Dopo una decina di minuti si giunge a Cà Carletti, costruzione che vanta linee architettoniche, ballatoi e porte di spiccato interesse. Continuando il cammino si raggiunge la suggestiva contrada di Crosnello, immersa in un'atmosfera d'altri tempi, dove ogni elemento parla del rapporto uomo-natura, qui reso ancor più delicato dalla penuria d'acqua.
La contrada di Crosnello è immersa in un'atmosfera d'altri tempi, dove ogni elemento parla del rapporto uomo-natura, qui reso ancor più delicato dalla penuria d'acqua. Un centinaio di metri dopo la contrada si arriva al valico del Crosnello di Brembilla, vigilato dalla Santella del Viandante (1094 m, 30' da Catremerio). Sulle coste che fanno spalla s'ergono dei bellissimi roccoli settecenteschi, alcuni dei quali ricamati da "costruzioni" vegetali formate da carpini e faggi secolari (come il Roccolo dello Spadì che si incontra lungo l'itinerario). Oltre, la Strada Taverna cessa, affacciandosi su Sussia e sulle contrade alte di San Pellegrino (Vettarola e Ca' Boffelli), poste al sole di fronte ai monti della media Val Brembana e, dove fra tutti, laggiù oltre la foschia, emerge il Pizzo Arera.
Proseguendo lungo il sentiero, guardando verso ovest, si può già scorgere la costa e le pendici del Monte Cerro con la caratteristica Cappelletta ed il pennone portabandiera del Rifugio.
Quasi in piano superiamo una baita e successivamente ignoriamo un sentiero in discesa (indicazione Foldone). Attraversiamo un praticello e iniziamo a salire in una fitta faggeta l'ultimo e più ripido tratto. Giunti in alto, troviamo un bivio e ignoriamo il sentiero che a destra conduce al Castello Regina. Ancora pochi passi e arriviamo al paniramico Rifugio Lupi di Brembilla (m 1280) la nostra meta.

Ora è d'obbligo proseguire per alcuni metri e arrivare fino alla cappellina sul cucuzzolo. Qui troviamo anche un'altra cosa molto particolare: un'asta in acciaio alla quale sono infissi 20 tubicini e su ognuno di essi è scritto il nome della montagna verso la quale è puntato: Gruppo M. Rosa, Grignetta, Grignone, Zuccone Campelli, Foldone, Cancervo, Pegherolo, Corno Stella, Corna Piana, Alben, Monte Zucco, Arera, Cima di Menna, Bernina-Palù, Disgrazia, Zona Badile, Castello Regina, Corno, Resegone, Straghorn.

Dal rifugio Lupi di Brembilla si può imboccare il sentiero 596 con indicazione “Castello Regina” che con direzione Nord segue abbastanza  fedelmente la cresta lungo un terreno pascolivo delimitato da radi boschi che ospitano roccoli per cacciatori, giungendo poi sulla vetta a quota mt. 1424.

Sulla cresta fra il Rifugio Lupi di Brembilla e il Castello Regina
Verso il Castello Regina

Rifugio Lupi di Brembilla mt.1285: Moderno edificio costruito da mani volontarie come punto d’aggregazione degli appassionati della montagna. Gestito dai Soci del Gruppo Alpinistico “ Lupi di Brembilla”, sorge nei pressi della panoramica vetta del Monte Cerro.

Gestore: Gruppo Alpini Lupi di Brembilla
Telefono gestore: 0345 99383
Telefono rifugio: 0345 99989

Castello della Regina mt. 1424: Bella cima panoramica a Sud del Monte Foldone, che si allunga verso Ovest con una possente cresta rocciosa nella quale svetta il torrione roccioso della Cima Camoscera mt. 1343 (famosa per la via ferrata che la raggiunge) con la sua grande croce.

Ultimo aggiornamento il 30 dicembre 2009

   
         
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