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Unione Operaia Escursionisti Italiani  
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19-20 luglio 2008
Gita al Rifugio Viola in Val Viola (m. 2314) - Parco Nazionale dello STELVIO


Rifugio VIOLA in Val Viola m. 2314 - Parco Nazionale dello STELVIO
Traversata Valle Bormina ( I ) - Val di Campo (CH)
Sabato 19: partena da Bergamo alle ore 6:00 per Bormio (SO) e dalla località Arnoga m. 1850 via Val Dosdè al rifugio Viola (disliv. 464 m) in ore 3:30 circa. - Cena - Pernottamento.
Domenica 20: per il Passo Viola m. 2455 al rifugio Saoseo (CH) m. 1985 in ore 2:00 circa.
Discesa: per strada forestale (oppure sentiero) discesa a Sfazü in Val Poschiavo (disliv. 200m) in ore 3:00, indi rientro a Bergamo.
Nota: è obbligatorio l'uso del saccolenzuolo.
Coordinatori: Gabbiadini Patrizia - Locati Francesco.

QUOTA DI PARTECIPAZIONE per i Soci €uro 70,00
La quota comprende: viaggio in Bus, mezza pensione al rifugio
(cena – pernottamento - 1° colazione)
PRENOTAZIONE €uro 30,00. (Attenzione!! i posti disponibili sono limitati!!)

Scheda della gita Volantino della gita
Galleria fotografica Galleria fotografica

Caratteristiche della Valle

Val Viola bormina
La boscosa val Viola Bormina
La Val Viola, itinerario di grande bellezza paesaggistica, è raggiungibile in auto presso la località Arnoga: l’imbocco si trova lungo la strada statale n. 301 che collega Bormio a Livigno.
Di qui comincia la vallata dominata dalle montagne che fanno parte del gruppo della Cima Piazzi e della Corna di Campo: svettano infatti su di essa, in un ambiente naturale incontaminato, la Cima Piazzi (3.439 metri), la Cima Viola (3.374 metri) e la Cima Dosdé (3.280 metri).
Tutta la valle è infatti incastonata in una serie di cime, tutte oltre i tremila metri, che creano una cornice naturale che offre dei panorami mozzafiato rendendola veramente interessante soprattutto dal punto di vista paesaggistico.
Con tutta probabilità la Val Viola deve il suo nome ad un errore dei cartografi che, nell’ottocento, scambiarono il nome “Albiola” (derivante dal termine latino albus = bianco) con “Viola”che rimase. È detta Val Viola Bormina, per distinguerla dalla sua prosecuzione in territorio Svizzero, chiamata Val Viola Poschiavina.
Il versante bormino della Val Viola termina, dopo circa 11 km, con l’omonimo Passo il quale permette di dominare il panorama della Val Viola Poschiavina, in territorio elvetico.
Confluiscono in essa numerose altre vallate che permettono una serie infinita di possibili escursioni: oltre al menzionato Passo di Val Viola che consente di raggiungere la Val Viola Poschiavina (Val di Campo), lungo il suo percorso si trovano anche i sentieri che conducono al passo della Vallaccia che la collega alla Valle del Foscagno, al passo di Dosdé che sbocca nella Val d'Avedo e al passo di Verva che immette nella omonima valle collegata con la Val Grosina.
Il percorso è costellato di gruppi di tipiche baite montane interamente realizzate in pietra e legno: gli insediamenti più grandi e meglio conservati sono in località Dosso, Premoglio, Campo, Prato, Paluetta, Caprena, Stagimel, Caricc e Altumeira ove è ancora possibile vedere le abitazioni che venivano utilizzate dai contadini per trascorrere l’estate al pascolo con il bestiame e dedicarsi alla coltivazione del grano e soprattutto della segale, molto diffusa in questa zona.
La vegetazione della Val Viola è quella caratteristica degli ambienti montani d’alta quota: la flora è composta da colorati rododendri, profumate genziane, anemoni e numerosi fiori alpini.
Per quanto riguarda la fauna, oltre agli ungulati, la zona è popolata in maniera massiccia dalle marmotte, i cui sonori fischi echeggiano in tutta la valle.
La morfologia della Val Viola, orientata a Sud-Ovest, è quella tipica delle vallate alpine oggetto di erosione glaciale: è modellata da grandi ripiani a cui si alternano piccoli salti che immettono nuovamente in conche superiori molto ampie. L’origine della valle, dovuta al lento e inesorabile lavoro dei grandi ghiacciai che vi erano un tempo, è testimoniata anche dalle stratificazioni che si trovano sui suoi costoni e dalla conformazione e forma delle rocce che vi si trovano.
All’inizio della valle, all’incirca all’altezza in cui in essa confluisce la Val Verva, si origina il torrente omonimo che attraversa interamente la Valdidentro per poi immettersi nell’Adda.

È consigliabile percorrere questa stupenda valle a piedi usufruendo dell'antico tracciato che corre sul suo fondo piuttosto che lungo la polverosa stradina d'estate battuta dagli automezzi.
Un tempo la Val Viola rivestiva grande interesse geografico, che le era conferito dalla relativa facilità con la quale era possibile da Tirano giungere alla Valle di Fraéle evitando Bormio, e quindi il suo Forte dei Bagni, oltre che quello di Serravalle.
In centro alla Val Viola, sulla sua sponda destra, fu rinvenuta alcuni anni orsono in località Carícc una macina in pietra, tra i resti di un antico mulino, testimonianza della coltura dei cereali a quote oggi assolutamente impensabili e segno, quindi, degli indiscutibili cambiamenti climatici avvenuti.

Rifugio Viola

Rifugio Viola
Il rifugio Viola (m. 2314)
Il Rifugio Viola è situato a 2314 m., a breve distanza dal passo Viola che la collega con la confinante Svizzera. La valle si raggiunge seguendo la statale 301 che da Bormio porta a Livigno. Dalla località Arnoga, abbandonato l'asfalto, ci si inoltra su di una strada in parte sterrata percorribile in auto per circa 5 chilometri, fino al parcheggio "Altumiera"; da qui, con un'altra ora di cammino, potete raggiungere il rifugio dopo una comoda e spettacolare passeggiata.
Il Rifugio e' raggiungibile anche per chi proviene dalla Svizzera: dalla località Sfazù, sulla strada che da Tirano porta al passo del Bernina, si percorre la Val di Campo oltrepassando i suoi splendidi laghetti e quindi salendo verso il passo Viola.

Un po' di storia :
Il Rifugio e' stato ricavato ristrutturando una vecchia Caserma militare risalente ai primi del '900, di cui si sono mantenute le severe caratteristiche. Sulle cartine topografiche compare ancora, talvolta, come "Caserma di Val Viola".

Tel. +39 0342 985136
Cell. +39 348 3419794
Fax +39 0342 985136

info@valviola.it

Home page del Rifugio

Mappa della Val Viola

Descrizione dell'itinerrio per il rifugio Viola da Arnoga
(da http://www.waltellina.com/altavalle/viola/index.htm)
Punto di partenza per questa escursione è l'abitato di Arnoga (metri 1850 circa), raggiungibile lungo la Strada Statale 301 che sale verso il Passo del Foscagno e che di lì conduce poi a Livigno. Nei pressi dell'ampio tornante, ove vi è anche un ristorante, incontriamo la deviazione per la Val Viola Bormina e la seguiamo, prestando attenzione ad imboccare la sterrata che corre pianeggiante verso destra.
Questa sterrata prosegue costeggiando il torrente Viola Bormina sino all'Alpe Campo, poi risale sino al Passo di Verva e di qui porta in Val Grosina (rifugio Falck).
La nostra carrozzabile si addentra sempre in direzione Sud-Ovest per un totale di circa 8 km, anche se solo poco più di 4 km sono aperti al transito di mezzi a motore; d'estate è vietato il traffico lungo tutto il percorso. Dopo circa 1.8 km incontriamo un primo bivio dove proseguiamo a destra. Al km 3.3 incontriamo una deviazione che permette di inoltrarsi in Val Vallaccia (variante del Sentiero Italia che passa poi nei pressi di Trepalle), noi la lasciamo sulla destra. Un ultima deviazione per la quale occorre prestare la dovuta attenzione è al km 4: seguiamo la via di destra e siamo in breve al parcheggio in località Altumeira (m.2116).
Si prosegue sempre per l'ottima strada, adatta a tutti, che in un'ulteriore ora di cammino conduce al rifugio. Ad un certo punto del cammino una seconda strada si stacca dalla nostra e scende verso sinistra sino a raggiungere la già visibile Alpe Dosdè (m.2129) nella parte bassa della vallata, laddove corre il torrente Bormida. Proseguendo su questo sentiero, che coincide con il Sentiero Italia, si giunge in Val Cantone di Dosdè al bivacco Caldarini e più avanti al rifugio Capanna Dosdè.
Nel caso la strada da Arnoga fosse chiusa al traffico il tempo totale sale a circa 3 ore.

Ecco un percorso alternativo che potremmo seguire (antico tracciato): poco dopo l'inizio del nostro cammino, ad un bivio, ignoriamo la strada per l'Alpe Campo e prendiamo a sinistra. Proseguiamo verso il fondovalle in vista del torrente Viola Bormina fino ad una radura dove troviamo a sinistra un sentiero che sale alle baite di Verva ed al successivo passo. Proseguiamo invece diritti, passiamo le baite di Crapena (m. 1929) e proseguiamo nel bosco fino ad un ponte dove parte il sentiero per le baite Orsa. Noi invece continuiamo lungo il torrente. Passato un altro ponte, superiamo il bivio per Caricci ed iniziamo a salire con vari tornanti fino ad un dosso ove lo sguardo si apre sull'Alpe Dosdè e sui ghiacciai della vedretta omonima. Da qui, ignorato il sentiero di sinistra per il Passo Dosdè, continuiamo risalendo per un costone erboso. La valle ora si restringe e il percorso diventa pietroso. Senza difficoltà raggiungiamo due laghetti posti a quota 2258. Verso nord troviamo il sentiero per il lago di Val Viola che ignoriamo e proseguiamo fino ad una valletta erbosa oltre la quale vi è un altro laghetto. Siamo giunti così all'ex caserma e ora rifugio meta della nostra escursione.
Esso è situato in un ambiente di rara bellezza sia paesaggistica che naturalistica. I numerosi laghetti alpini che si adagiano nell'ampia conca di origine glaciale (di cui il maggiore e più conosciuto è quel bellissimo lago di sbarramento morenico noto come Lago Viola, ricco di trote) costituiscono senza dubbio il principale elemento geomorfologico che caratterizza l'alta Val Viola.

Lago di val Viola
Lago di val Viola

...i dati che seguono sono a cura di G.Peretti - Alpinia Editrice
E' detta Val Viola Bormina, per distinguerla dalla sua prosecuzione in territorio Svizzero, chiamata Val Viola Poschiavina. Un tempo rivestiva grande interesse geografico, che le era conferito dalla relativa facilita' con la quale era possibile da Tirano giungere alla Valle di Fraéle evitando Bormio, e quindi il suo Forte dei Bagni, oltre che quello di Serravalle.
In centro alla Val Viola, sulla sua sponda destra, fu rinvenuta alcuni anni orsono in località Carícc una macina in pietra, tra i resti di un antico mulino, testimonianza della coltura dei cereali a quote oggi assolutamente impensabili e segno, quindi, degli indiscutibili cambiamenti climatici avvenuti.
Il rifugio Viola è un'ottima base per gli escursionisti, sia per le innumerevoli passeggiate di qualsiasi impegno sia come punto d'appoggio per numerosi trekking, essendo a cavallo tra i gruppi montuosi del Livignasco e le Alpi di Val Grosina. Ma in questi ultimi anni pure gli alpinisti hanno scoperto questo piccolo angolo di monti, ed in particolare le severe pareti e creste del Corno Dosdé, sulle quali sono state tracciate impegnative vie in roccia.
L'appellativo di Corno ben gli si addice. Guardandolo dal rifugio, il suo profilo si staglia contro il cielo e proprio sulla vetta sembra fuoriuscire dalla montagna stessa, contro le leggi di gravita', un uncinato sperone roccioso rassomigliante ad un superbo corno che spunta dalla testa di un gigantesco animale. La vecchia Guida della Valtellina del 1884, forse un po' troppo enfaticamente, paragonava questo sperone cacuminale al famoso "Dente del gigante", nel Gruppo del Monte Bianco.

Al rifugio Saoseo (1985 m) per il Passo di Val Viola e discesa a Sfazù (1622 m).
Facile itinerario su stradina e sentiero (E; 2 ore al rifugio Saoseo; 3 ore a Sfazù).
Appena sopra il rifugio Viola, raggiungibile lungo una vecchia e ben conservata mulattiera, si trova il Passo della Val Viola, che mette in comunicazione la Val Viola Bormina con la Val Viola Poschiavina. Da qui è possibile scendere fino al sottostante Lago Viola e percorrere tutta la valle fino a Sfazù (1622 m), passando per il rifugio Saoseo (1985 m) e congiungendosi con la strada del Bernina che scende a Tirano. Questo percorso si sviluppa in territorio elvetico.
Il rifugio Saoseo si trova in Val di Campo, tributaria laterale della Val di Poschiavo, nel punto in cui si biforca nella Val Viola e nella Val Mera. La zona è ricca di splendidi laghetti alpini nelle verdi acque dei quali si specchiano le cime dei monti circostanti.
Per scendera dal rifugio Saoseo a Sfarzù, si attraversano boschi, pascoli e gruppi di baite: sempre in leggera discesa. Il percorso è ampio e senza pericoli di sorta è adatto alle passeggiate delle famiglie. Volgendo lo sguardo attorno si possono ammirare, a tratti, il vasto e tormentato ghiacciaio del Palù e l'imponente presenza del Pizzo Scalino, mentre alle nostre spalle, sulla sinistra, ci accompagna una catena nella quale spiccano il Monte Saoseo (m.3265) e il Pizzo Dosdè (m.2934) con il suo inconfondibile corno che si staglia nel cielo, ben visibile soprattutto in vicinanza del rifugio Saoseo. Bisogna tenere sempre il percorso principale ignorando tutte le deviazioni laterali e in circa un'ora si giunge a valle.

Il lago viola nella val di Campo
Il Lago Viola (m. 2160) nella val Viola poschiavina (val di Campo)

Articolo di "Orobie" Una cartolina dalla Val Viola


Ultimo aggiornamento il 10 giugno 2008

   
         
Stella alpina