Selvino, Monte Poieto (m. 1360), Ganda, da Albino (stazione della funivia)
Ritorno: Ganda, Madonna di Petello, Albino
Gita con il Bus di linea.
Ritrovo alla Stazione SAB alle ore 7:45
Coordinatori: Bresciani Milena - Vecchi Gabriele.
Monte Poieto
Le tappe del percorso:
Albino – Selvino (Ama) (Sentiero n. 550)
Tempi di percorrenza: totale h 1,20
Albino (417 funivia) – Ama (925)
Il sentiero parte presso la funivia di Albino-Selvino. Inizialmente si sviluppa su strada asfaltata per circa un chilometro, fino alla chiesetta della Madonna della Neve del XV° secolo, con interessanti affreschi dei Marinoni. Il percorso prosegue per l’angusta valle dell’Albina, in zona boscata con rocce dolomitiche, profondamente incise. Interessanti le grotte sul versante sinistro, in cui sono stati trovati reperti preistorici (Bus de la Scabla e Paradis di Asegn). Il sentiero nella parte terminale si divide in due, il tracciato di sinistra sale nell’abitato di Selvino, quello di destra si dirige verso la frazione di Ama ed è quello che noi seguiremo.
Ama – Monte Poieto
Tempi di percorrenza: totale h 1,10
Ama (925) – Monte Poieto (1360)
Si attraversa il centro abitato di Ama e si raggiunge Vallogno, dove presso una sorgente con lavatoio parte il sentiero che arriva a Cantùl sulla piazza del municipio di Aviatico, in corrispondenza del bivio per Ganda – Orezzo – Gazzaniga (m. 1015).
Salire lungo il sentiero (segnaletica CAI n° 537) che parte sulla destra dell’edificio comunale. Dopo un primo ripido tratto, immersi in un fitto bosco, si sale verso destra sino ad un baitello diroccato, per traccia meno ripida si giunge sino ai piedi dei ghiaioni che si stendono ai piedi dei torrioni della Cornagiera, risalirli sulla destra sino alla base delle pareti (1273 m, tempo di percorrenza 30 minuti).
Si continua a seguire il segnavia 537 attraverso il labirinto e la strettissima gola del “bus dè la Carolina” si percorre l’ultimo tratto che raggiunge in breve la cima del Monte Poieto (m. 1369, tempo di percorrenza 20 minuti), da cui si gode un ampio panorama sulle Prealpi Orobiche.
Monte Poieto – Ganda
Tempi di percorrenza: totale h 0,40
Monte Poieto (1360) – Ganda (1070)
Dal rifugio Monte Poieto, attualmente chiuso per i lavori di ristrutturazione della cabinovia, si scende lungo il sentiero CAI 525 verso la Ca de Spì dove si incrociano i sentieri 522 e 523; qui si volta a destra sul sentiero 522 che, prima pianeggiante, poi via via più ripido, scende verso Ganda, congiungendosi al sentiero 521 e passando per “l'osservatorio astronomico delle Prealpi Orobiche”.
Nella piazza della frazione di Ganda sorge la chiesa del XVII° secolo che conserva affreschi del pittore vertovese G.B. Paganessi.
Percorso alternativo (Ama – Ganda)
Chi volesse risparmiare un poco di fatica, da Ama può trasferirsi direttamente a Ganda, seguendo l'itinerario descritto fino in prossimità della base dei torrioni della Cornagera, al bivio (tabella multidirezionale a quota 1200 circa), anziché procedere sul sentiero 537, si può voltare a destra sul sentiero 521 che scende verso Ganda passando per “l'osservatorio astronomico delle Prealpi Orobiche”.
(Un'ulteriore possibilità è quella di deviare a destra, dopo la località “Cantul”, lungo la strada asfaltata (provinciale n. 541), in direzione Orezzo, Gazzaniga: la località di Ganda si raggiunge in 20/30 minuti, senza affrontare ulteriori dislivelli; lungo questo itinerario si attraversa anche l'abitato di Amora, un'altro piccolo borgo del comune di Aviatico).
CORNAGERA: Alcune note di geologia.
Il nome Cornagera deriva da Corna (rilievo roccioso) e gera (ghiaia). I due nomi associati danno il significato di montagna di roccia friabile, è probabile che il toponimo sia legato alla presenza di ampi ghiaioni che circondano la montagna, derivanti dal disfacimento delle rocce intensamente fratturate dai
movimenti franosi.La struttura del M. Cornagera è, infatti, caratterizzata da un complesso sistema di frane di roccia impostatesi nei calcari dolomitici della formazione della Dolomia a Conchodon. Il corpo principale, comprendente la cima del monte, si sarebbe spostato per qualche decina di metri verso Ovest scivolando in corrispondenza degli strati più plastici ricchi di argilliti della sottostante formazione dei Calcari di Zu. Questo spostamento avrebbe creato un avvallamento centrale in cui sono
scivolati alcuni grandi blocchi di roccia, che costituiscono i torrioni centrali. Sono ancora poco chiare le cause che hanno provocato un fenomeno franoso di questo tipo che mostra un’età geologicamente recente, non più di qualche migliaio di anni. La Dolomia a Conchodon, da cui il monte è composto, è una formazione costituita da calcari dolomitici depostisi in un ambiente di piattaforma carbonatica, caratterizzato da bassi fondali marini e temperature elevate. I processi di ricristallizzazione della silice, contenuta negli scheletri delle spugne, hanno obliterato quasi ovunque le originarie strutture sedimentarie e localmente si osservano sottili strati contenenti piccoli noduli di selce brunastra.
Ritorno
Tempi di percorrenza: totale h 1,15
Ganda (1070) – Albino (420 Bondo Petello)
Appena prima di entrare nell'abitato di Ganda (1070 m), si prende a destra l'unica strada asfaltata esistente che percorre il crinale del Monte Rena. Si tratta di uno dei più belli e caratteristici tronchi di strada montana della bassa Valle Seriana, con andamento pianeggiante, estesa vista panoramica su entrambi i versanti, in un ambiente naturale non contaminato dall'espansione edilizia. Dopo circa 300 metri, in corrispondenza di un piazzale, si devia a destra e si prende il sentiero (Monte Rena n. 3) che scende in diagonale per il prato sul versante opposto. Giunti nel bosco, il sentiero continua a scendere per la Valle di Camocco attraversando prati e pascoli con cascine e rustici. termina incrociando la Mulattiera (CAI n. 537) (a quota 750 m.) che sale da Bondo Petello ad Amora, poco sopra la località Pistì. Si raggiunge il sottostante Mulino di Pistì (680 m.) su un tratto di sentiero con fondo gradonato, un poco accidentato. Dal Pistì si continua su una stretta carrareccia (Monte Rena n. 3 e 4) con fondo naturale e leggera pendenza che, in breve, porta al Santuario della Madonna di Petello (660 m.). Si prosegue con regolarità fino alle grotte di Petello, oltre le quali il fondo stradale diventa cementato e la strada discende prima a serpentina e poi rettilinea verso la frazione di Bondo Petello.
Albino - fraz. Bondo Petello - Chiesa del S. Nome di Maria in Petello
La storia di Ganda
Storia della Cornagera