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Unione Operaia Escursionisti Italiani  
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11 maggio 2008
Gita Rifugio Capanna VITTORIA m. 1538 - Alpi Orobie, Valsassina
da Casargo loc. Piazzo (LC)


Rifugio Capanna VITTORIA m. 1538 (Valsassina)
da Casargo loc. Piazzo (LC) m. 941 al rifugio in ore 2:00 (Seg. 7 e 3 - dislivello m. 579).
Dal rifugio ascesa facoltativa al monte Muggio m. 1799 in ore 0:45.
Facoltativo: periplo del monte Muggio (A. Ortighera m.1280 - S. Ulderico m.1394 - A. Dolca m. 1518 - rifugio) (Segnavia 2 con brevi tratti esposti - dislivello + 50 m - in ore 2:00).
Ritorno: per l’alpe Chiaretto (Segnavia 3) in ore 1:30
Partenza: alle ore 7:30
Coordinatori: Gabbiadini Patrizia - Vecchi Gabriele.

Scheda della gita Scheda della gita
Galleria fotografica Galleria fotografica

RIFUGIO CAPANNA VITTORIA ALL'ALPE GIUMELLO m. 1550
IL MONTE MUGGIO 1799m – e LA MUGGIASCA

.....migliaia di anni fa, sentendosi vecchio e ormai prossimo alla fine, un gigante di nome Muggio si fece un gran manto verde, se lo gettò sulle spalle ormai curve e si addormentò in un sonno di secoli e millenni. Nacque così una montagna e dal nome del gigante si chiamò Muggiasca.....

Capanna Vittoria


Alpe Giumello - Casargo (Lc)
Tel. 0341.840164 / 340.6722738
E-mail: barbara.spazzadeschi@libero.it

NOTA: il rifugio  Capanna Vittoria è  attualmente chiuso per la cessione della licenza commerciale.
A pochi metri di distanza, è attivo il ristoro GENIO.
(tel. 349.2920946)

LA LEGGENDA DEI SANTI EREMITI LARIANI

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La chiesetta di S.Ulderico

Il tempietto dedicato a Sant'Ulderico, raggiungibile esclusivamente a piedi, sorge sulle pendici del Monte Muggio ed è legato al culto dei Santi Eremiti lariani. La leggenda, sorta nell'Alto Medioevo in Valsassina, racconta dei sette santi della montagna che, in tempi remoti, vivevano su queste cime venerati dalle popolazioni per la loro santità. La memoria dei sette fratelli eremiti, ancora viva tra la popolazione, è oggi legata alle piccole chiese alpestri che ne tramandano i nomi. I sette santi – sei maschi e una femmina – erano tutti fratelli e se Margherita aveva preso dimora al passo di Piazzo tra la Valsassina e la Val Varrone, poco lontano da lei viveva Fedele. Sfirio se ne stava, invece, sul Legnoncino, Calimero viveva poco sopra Pasturo, Defendente non lasciava mai il monte omonimo e infine, sui fianchi del Muggio, risiedevano Grato e Ulderico. La struttura attuale, che arreca tuttora in sé tracce della planimetria originaria risalente al secolo XI, è frutto dell'opera di ricostruzione, compiuta nel corso del XVI secolo, che ha comportato la rotazione della navata.
Di conseguenza, dell'originaria chiesa romanica non rimangono che l'abside, oggi ridotta in parte a presbiterio e in parte a sacrestia e, sul lato opposto, il portale dell'antica facciata, oggi murato. Tra il XVI e il XVII secolo vennero realizzati un atrio di ricovero e l'attuale navata, quest'ultima caratterizzata da copertura lignea.

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S.Margherita
Vivendo sulle cime dei monti ed in un'epoca in cui, a differenza d'oggi, i mezzi di comunicazione utilizzabili erano sicuramente pochi, il metodo usato dai fratelli fu di accendere dei fuochi notturni sulle diverse vette.
Dei segnali convenzionali per far sapere che tutto andava bene. Come ogni leggenda che si rispetti, anche questa ha probabilmente un fondo di verità. Infatti, i luoghi scelti dai fratelli sono in ogni caso dei punti strategici di controllo sull'accesso alla Valtellina e alla Valchiavenna.
Due punti di grande importanza per l'epoca in cui visse Ulderico e che da lì erano facilmente controllabili.

img3img4La chiesetta all'Alpe Giumello

ITINERARIO E VARIANTI
Raggiungiamo il comune di Casargo (Lc) percorrendo la SS 36 per la Valsassina e la località Piazzo di Casargo dopo aver superato la chiesetta romanica di S. Margherita.
Il nostro sentiero inizia presso il centro di formazione professionale per il turismo, dove risaliamo una mulattiera che in pochi minuti confluisce su di un buon sentiero, fino ad incontrare una biforcazione.
Proseguiamo diritti, seguendo come segnavia dei bolli di vernice gialla e azzurra. In prossimità di alcune vecchie baite il sentiero svolta a sinistra ed inizia a salire, inoltrandosi con costanti tornanti (a zig zag) in un bel fosco di faggi.
La quantità di fogliame che ricopre il percorso è a tratti notevole, ma i bolli giallo-azzurri sono spessi e ben posizionati, sempre ben visibili, ogni tanto appare scritto anche il numero del sentiero (7).
La radura dell'Alpe Ortighera (1280m – 1,15 h) è preannunciata dal variare del bosco, che inizia a mostrare anche esemplari di betulla. Oltre al caseggiato della malga vi è un riparo per gli animali, una fontana e dei cartelli in legno ad indicare le varie direzioni.

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Alpe Ortighera

A questo punto è possibile  scegliere fra due varianti:
1° - SALITA DIRETTA AL RIFUGIO (1550m) Seguiamo il segnavia n.3 sino ad una grossa croce in legno (Sosta Chiaretto m.1526) e mantenendo la stessa direzione attraversiamo il Piano di Giumello, indirizzandoci verso la strada forestale che in breve ci condurrà al piazzale dove sorgono i punti d'appoggio: “Ristoro Genio” e “Capanna Vittoria” (1,00 h da Ape Ortighera).

2° - TRAVERSATA ALLA CHIESETTA DI SANT’ULDERICO (1392m) Risaliamo la strada forestale alla base dell'Alpe Ortighera e poco prima di un tornante sinistrorso, svoltiamo (a destra) su un sentiero ben segnalato da un grosso cartello in legno con la scritta “Sant’Ulderico”. Ci si arriva in 1.00 h seguendo come segnavia dei bolli di vernice giallo-rossi.
Da Sant’Ulderico possiamo raggiungere il rifugio in più modi:
con il segnavia n.1    in 1.05 h e con un dislivello di 150m (sentiero facile). Si esce sul Piano di Giumello, puntare quindi a sinistra verso una cabina dello ski-lift, da questa a destra fino ad incontrare la forestale che porta al piazzale dei ristori;
con il segnavia n.2   per Alpe Dolca (1518m), Prà Bolscino, Alpe Chiaro (1531m), compiendo il periplo del  Monte Muggio in 2.05 h e con un dislivello di 150m. È un tracciato molto panoramico sui laghi di Como e Lugano, che presenta brevi tratti esposti. Dall'Alpe Chiaro il sentiero diviene strada agro-silvo-pastorale che conduce all'abitato di Giumello e ai punti ristoro;
con il segnavia n.2   fino all'Alpe Dolca. Poi si abbandona il n.2 e prendendo a sinistra ci si incammina sul n.5. In questo modo è possibile compiere il giro del Monte Muggio toccando anche la vetta (1799m) prima di scendere al Piano di Giumello. (400 m di dislivello – 3,00 h)
Per il ritorno a Piazzo di Casargo, dal rifugio si attraversa il Piano di Giumello in direzione della grande croce in legno di Sosta Chiaretto e scendendo sul sentiero con segnavia n.3 si raggiunge l'Alpe Ortighera in circa un’ora.
Dall'Alpe Ortighera, in alternativa al sentiero n.7 percorso all'andata (ore 1.00), è possibile seguire la strada forestale in discesa (circa 1 km) fino ad incontrare il nucleo di Alpe Intelco. A questo punto, sulla sinistra della forestale si stacca il sentiero n.8 (segnalato) che in circa 0,45 minuti scende alla scuola alberghiera e quindi al nostro punto di partenza (Piazzo).

Panorama del sentiero di accesso al Rifugio Capanna Vittoria
Panorama della mulattiera di accesso al Rifugio Capanna Vittoria (Clicca sull'immagine per visualizzare l'Applet Java)

Panorama dell'Alpe Giumella con il Rifugio Capanna Vittoria
Panorama dell'Alpe Giumella con la Capanna Vittoria (Clicca sull'immagine per visualizzare l'Applet Java)

Panorama dalla vetta del Monte Muggio
Panorama a 360° dalla vetta del Monte Muggio (Clicca sull'immagine per visualizzare l'Applet Java)

Monte Croce di Muggio
Dalla vetta, allungata in direzione est-ovest, del Monte Croce di Muggio il panorama è fantastico nelle giornate limpide: si può vedere a sud la sagoma imponente della Grigna Settentrionale (m. 2409) che sovrasta la Valsassina, che piega verso sud-est in direzione di Introbio e di Barzio (che si scorge molto in lontananza). La Grigna degrada verso ovest in direzione del lago di Como con la Cresta e la Cima di Piancaformia (m. 2108) e il Monte Pilastro (m. 1826), separato dalla Grigna dalla Bocca di Prada, ed in primo piano si nota la cresta dei Pizzi di Perlasco (m. 1509). Il ramo occidentale e quello nord del lago di Como sono osservabile per un lungo tratto in direzione ovest, dalla punta di Bellaggio di fronte alla quale si notano la penisola di Ossuccio ed il conoide di Griante, lungo la costa di Menaggio dietro alla quale si osserva il solco della valle nella quale è adagiato il lago di Lugano, limitata a sud dal Monte di Tremezzo (m. 1700, riconoscibile per gli strati di roccia bianca che lo solcano longitudinalmente) ed a nord dal Monte Bregagno (m. 2107), fino alla linea costiera di Dongo con sullo sfondo tutto l'arco Alpino Occidentale.
Voltando lo sguardo verso nord si possono riconoscere le sagome del Legnoncino (m. 1714) e del Legnone (m. 2610) in primo piano sullo sfondo delle Alpi che contornano la Valtellina, sulla sella che separa il Legnoncino dal Legnone si può riconoscere il rifugio Roccoli Lorla sopra i nuclei abitati di Lavadè e Tremenico; ad est del massiccio del Legnone è chiaramente riconoscibile l'abitato di Premana (m. 950) abbarbicato sulla montagna ed allungato orizzontalmente sopra la Valvarrone, sovrastata e chiusa verso est dal gruppo del Pizzo dei Tre Signori (m. 2553) dietro al quale si sviluppano (non visibili) le valli bergamasche. Più vicino, appena a sud del Tre Signori e a ridosso della Valsassina, si vede il Cimone di Margno (m. 1801), davanti al quale si notano i prati del Pian delle Betulle.


Ultimo aggiornamento il 1 maggio 2008

   
         
Stella alpina