Piani di ARTAVAGGIO m.1500 - Rif. NICOLA m. 1890
da Moggio m. 890 salita facoltativa in Funivia ai Piani di Artavaggio, indi salita al Rifugio in ore 1:45 circa.
Partenza alle ore 7:00.
Discesa: medesimo itinerario (possibile discesa a piedi: circa 1000 m di dislivello).
Coordinatori: Gabbiadini Patrizia - Locati Francesco.
Itinerario: con la funivia Moggio-Artavaggio.
I Piani di Artavaggio sono raggiungibili con la funivia che sale da Moggio (m. 891).
Dopo alcuni anni di chiusura, l'impianto di risalita è stato riattivato nell'estate del 2006.
La funivia è in funzione solo nel periodo estivo e in quello invernale.
Gli orari sono: 8.30-12.15 e 13.30-17 mentre il costo del biglietto di sola andata è di 6 euro e A/R 9 euro (7 euro per le comitive).
Dalla stazione a monte ci si incammina in piano lungo la strada sterrata.
Dopo pochi minuti si raggiunge il rifugio Sassi Castelli.
Si ignora la stradina sulla sinistra che va direttamente a questo rifugio e continuando diritti lungo lo sterrato ci si abbassa un poco verso il pianoro erboso.
Di fronte a noi si trova l'albergo Sciatori mentre più in alto a sinistra già si cominia ad intravedere il rifugio Aurora (ora chiuso al pubblico)
dal quale siamo però separati da una valletta.
Questo rifugio si può raggiungere tramite un sentiero che scende un poco fino ad un ponticello di legno, superato il quale si gira a destra; oppure continuando fino al successivo tornante dove si può prendere una stradina sempre a destra.
Continuiamo invece il nostro cammino lungo la strada sterrata; dopo un tornante facciamo pochi passi in discesa e poi riprendiamo a salire ora con pendenza un po' più accentuata.
Infine dopo aver percorso l'ultimo tratto, più ripido e su fondo in cemento, si raggiunge la meta.
Tempo di percorrenza: 50 minuti - Dislivello: m. 236
Poco più a nord del rifugio Nicola, su uno sperone roccioso si trova il rifugio Cazzaniga raggiungibile in pochi minuti.
Rifugio Nicola
Voluto dall'attuale gestore, Angelo Esposito, in memoria del padre, e' stato costruito nel 1968, a forma piramidale, per richiamare il Sodadura. Il monte che si erge maestoso a est del Rifugio, ricorda proprio la struttura delle antiche tombe dei Faraoni egizi. La gestione del Nicola e' ormai giunta alla terza generazione, con Walter, figlio di Angelo e grande appassionato di Montagna. Il giovane, e' affiancato nel servizio dalla guida sicura della mamma Antonietta Rosa. Rifugisti per tradizione gli Esposito iniziano l'attività nel 1934 con Nicola. L'uomo, costruisce infatti il Cesare Battisti, ora diventato privato, poco distante dal Rifugio Gherardi, in località Alben. Purtroppo nel 1967 a causa di un incidente Nicola muore tragicamente nei pressi del Rifugio Cazzaniga, che gestiva contemporaneamente al vecchio Casari.
Piani di Artavaggio
Sono anche chiamati "Pian de la Questiun", a causa dei diversi Comuni che se ne contendono la proprietà. Ai tempi, quando la piana appartiene al ducato di Milano e confinava con la Serenissima. Tra i Piani di Artavaggio e i Piani di Bobbio si ergono le numerose Cime del gruppo Campelli, precedute dal Monte Sodadura e dalla Cima Piazzo con la sottostante Alpe Piazzo, probabilmente così denominate per la loro struttura pianeggiante. Il gruppo dei Campelli comprende la Conca e quella del Pratorotondo abbracciando tutti i pascoli dell'Alto Vallone. Chiamato così come la parte posteriore delle chiese, è una zona vastissima situata proprio dietro al Gruppo Campelli e si snoda dalla bocca dei Campelli verso il Forcellino. Fra le vette che si susseguono fra le due piane sono da ricordare la Cima del Pesciola dove si erge maestosa l'effige del Cristo, in ferro battuto, portata lassù dagli Alpini di Cremeno, lo Zucco Campelli dove è stata posta la croce, il Barbisino, il Forcellino, rivolto verso la Valtorta, il Perniser, (nome derivatogli dalla presenza di numerose Pernici) e il Pizzo Rondine (Runden) posto proprio sopra la valle dei mughi ("mugoff"). I Piani di Artavaggio, posti tra la Valsassina e la Val Taleggio, sulle Prealpi Orobiche consentono inoltre di raggiungere in ogni periodo dell'anno anche il Pizzo dei Tre Signori, il Pizzo Trona e addirittura la Val Gerola, la Val Taleggio e la Val Brembana. Attualmente i Piani di Artavaggio consentono agli sportivi di praticare oltre a escursioni, sci, passeggiate a cavallo, pattinaggio su ghiaccio in inverno, gite in mountain bike e nuove discipline quali lo snow-board o il telemark cui è stata "consacrata" una pista.
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