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13 Febbraio 2011
Gita da Pilzone a Marone (Sulla Antica Strada Valeriana) - Lago di Iseo


PILZONE - MARONE (Antica Strada Valeriana)
da Pilzone di Iseo a Marone (località Vesto), lungo la costa bresciana del lago di Iseo, percorrendo la prima tappa della "Antica Strada Valeriana". (Tempo di percorrenza ore 4.10)
Partenza: alle ore 7:30
Coordinatori: Bonacina Piera - Vecchi Gabriele

C'è la possibilità di pranzare presso il Ristorante Orazio a Marasino (all'incirca a metà strada) abbiamo concordato un costo di € 15,00 per un pranzo completo (assaggio di 2 primi, 2 secondi di carne o di pesce, vino, acqua e caffè compresi), 10,00 € per chi non vuole i secondi (solo primi, vino, acqua e caffè). Per il pranzo è utile dare l'adesioni all'iscrizione.

Modulo di iscrizione alla gita

Scheda della gita Scheda della gita
Galleria fotografica Galleria foto 2009

Antica Strada Valeriana

Nell’entroterra del Sebino orientale, a poca distanza dalle zone più rinomate della riviera, si snoda un percorso, sconosciuto ai più, che sa coniugare la ricchezza delle testimonianze storico-artistiche con la bellezza dei paesaggi dove la natura è ancora protagonista assoluta. Si tratta dell’Antica Via Valeriana, un itinerario di 20 Km recentemente recuperato. Nell’immaginario collettivo e nella tradizione orale, la Via Valeriana è l’antica strada che collegava Brescia alla Valle Camonica fin dalla dominazione romana. Al di là dei fondamenti storici di questa origine (per lo più inconsistenti), almeno fino al 1850, quando fu inaugurato il novo tronco di Pisogne, il tratto della Valeriana che corre a fianco del lago d’Iseo rappresentava l’unico collegamento viario con la Valle Camonica. Collegamento che è un vero e proprio itinerario culturale e storico, oltre che ambientale, di assoluto pregio, caratterizzato da una sequela ricchissima di pievi campestri, con notevoli cicli di affreschi, borghi rurali antichi, edicole, torri di avvistamento e ruderi che testimoniano la presenza di fortificazioni e hospitali.

Nel corso dei secoli, essa ha probabilmente assolto ad una funzione specifica e peculiare, oltre che a sistema di collegamento tra gli abitati, e cioè, probabilmente, quella di un itinerario ben definito che, attraverso il contatto con le bellezze incontaminate della natura, la fatica del cammino, favoriva nei viandanti del Medioevo il contatto con l’Assoluto. L’antica Via Valeriana, grazie all’impegno della Comunità Montana del Sebino bresciano, è stata ormai quasi completamente recuperata; la consultazione di alcuni documenti, la ricchezza della testimonianze architettoniche e dei toponimi, oltre al coinvolgimento delle “memorie storiche”, cioè degli anziani del luogo, sono stati il “mix” che ha consentito di ricostruire il tracciato che, presumibilmente, è molto vicino a quello originario e che individua nei luoghi della tradizione storico-religiosa il filo conduttore del percorso della Via Valeriana.

Prima tappa. Pilzone - Colpiano

 

 Tempo di percorrenza:         4.10 ore
 Distanza:                            11,7 km
 Dislivello:                           +500/-375 m

 1° Tratto: Pilzone – Tassano
 2° Tratto: Tassano - Dosso
 3° Tratto: Dosso - Colpiano

Seconda tappa. Colpiano - Pisogne

 

 Tempo di percorrenza:         4.50 ore
 Distanza:                            12,6 km
 Dislivello:                           +635/-770 m

 4° Tratto: Colpiano - Zone
 5° Tratto: Zone - S. Bartolomeo
 6° Tratto: S. Bartolomeo -Pisogne

Totali:

 Tempo di percorrenza:              9.00 ore
 Distanza:                                 24,3 Km
 Dislivello:                                +1135/-1145 m

Simbolo della via ValerianaL'Antica Strada Valeriana è tracciata con una "V" dai colori giallo e marrone. Sono presenti numerosi pannelli lungo tutto il percorso; per questo è facile seguirne il tragitto anche se, in alcuni punti, occorre prestare un po' d'attenzione. Il cammino si sviluppa a quote basse (fino a 900 metri di quota) e, grazie al clima mite per la vicinanza del lago, è percorribile in tutte le stagioni dell'anno. Primavera e autunno restano, in ogni caso, le stagioni migliori per fare escursioni. Durante il periodo invernale c'è la possibilità d'incontrare chiazze di neve nelle zone d'ombra alle quote più elevate. Il senso di marcia consigliato è quello da Sud a Nord verso la Valcamonica; si può camminare sui singoli tratti oppure ci si può avventurare lungo gli oltre 24 chilometri dell'intero percorso. In questo caso è necessario considerare due giorni, così da suddividere il cammino in due tappe: la prima sarà da Pilzone d'Iseo a Colpiano, la seconda da Colpiano a Pisogne. In alternativa si può scegliere di sostare a Zone ed in questo caso il primo giorno si dovrà prevedere di aggiungere il tratto di salita a Zone.Prima tappa. Pilzone – Colpiano.

La carta escursionistica della Antica Strada Valeriana, pubblicata dalla Comunità Montana del Sebino Bresciano, con la cartina e la completa descrizione dell'itinerario, si può acquistare per solo 1 € presso le edicole della zona.

Prima tappa. Pilzone - Colpiano
Il tratto previsto per la nostra escursione è quello della prima tappa, la porzione più pianeggiante che parte da Pilzone, e giunge fino a Marone, percorrendo la porzione di costa orientale del lago di Iseo che si affaccia su Montisola.

1°Tratto. Pilzone (195 m s.l.m.)- Tassano (315 m  s.l.m.)
Tempo:                      1.10 ore
Distanza:                    3,5 Km
Dislivello:                   +150/-30m                              Difficoltà:  Facile

Pilzone d'Iseo, situato tra il Montecolo ed il salto roccioso sopra il quale l'occhio attento scorge la sommità del campanile di S. Fermo (lontano dal percorso), è punto di partenza dell'Antica Strada Valeriana. Nelle vicinanze della chiesa parrocchiale, dedicata ai Santi Pietro e Paolo, si trova piazza Basilio Cittadini da cui si muovono i primi passi per il viaggio nel tempo e nelle bellezze uniche del Sebino bresciano. Salendo, sulla sinistra, s'imbocca via Volontari del Sangue dove, tra le ultime abitazioni, si aprono panorami sul Montecolo e sul basso Sebino. Dopo una decina di minuti si attraversa il torrente Vaglio, un modesto corso d'acqua che si origina poco sotto Punta dell'Orto. Da qui inizia un tratto pianeggiante. Ai lati si possono osservare esemplari di castagno e nocciolo che fanno da cornice alle vedute sulle Prealpi bergamasche e sull'isola lacustre più grande d'Europa, Monte Isola, che ci accompagnerà per tutta la prima tappa della Antica Strada. Superata la "Casa Rossa" si attraversa una piccola zona boscata, nella quale si possono riconoscere esemplari di carpino nero (taera in dialetto bresciano, Ostrya carpinifolia il nome scientifico) e roverella (Quercus pubescens). Qui è situata un'area di sosta con panche e tavoli. In stagione, nel sottobosco a lato della carreggiata, si possono riconoscere le bacche rosse del pungitopo (Ruscus aculeatus), specie frugale e comune sulle Prealpi bresciane. Poco oltre, in posizione panoramica, la strada s'inserisce su un tornante della rotabile che collega Sulzano a Gazzane e Tassano (h. 0,30). Si percorre la strada in salita attraversando le case di Gazzane, molte di recente costruzione, che si mescolano con vecchi edifici rurali realizzati con le variegate pietre trasportate sin qui durante le glaciazioni e grazie alle quali è possibile leggere l'articolata storia geologica di tutta la Valcamonica.
Si continua lungo la strada asfaltata che non abbandoneremo fino a Tassano, giungendo presto alla chiesa di S. Fermo, protettore dei contadini, che merita una visita e da cui si godono meravigliosi panorami su Monte Isola e sulla Corna Trentapassi. Oltrepassata la valle di Vaiorzo, con i suoi numerosi alberi d'ulivo (Olea europea), si arriva al borgo di Tassano al quale si accede per mezzo della piccola strada che anticipa da sinistra l'abitato e che conduce d'innanzi alla chiesa dei Santi Faustino e Giovita (h. 1,10).

2°Tratto. Tassano (315 m s.l.m.) - Dosso (265 m s.l.m.)
Tempo:                      1.30 ore
Distanza:                    4,1 Km
Dislivello:                   + 130/-180m                           Difficoltà: Facile

Lasciando l'abitato di Tassano s'imbocca, a sinistra prima del sottopassaggio, la capezzagna che corre parallela all'ex SS 510 e finalmente l'asfalto lascia il posto alla terra battuta. Ci si addentra tra piccole vigne ed estesi uliveti che dominano il Sebino, seguendo antiche carrarecce che, in discesa, conducono in una fresca vallecola dove, su di un piccolo ma solido ponte romano, si attraversa il torrente Mesagolo. Superato il ruscello si sale su mulattiere per entrare nell'antico borgo di Maspiano, tra strette viuzze acciottolate e vecchi portoni consumati dal sole. Si raggiunge la piazza in cui si trova la chiesa dedicata al Santo pellegrino Giacomo, risalente al XVII secolo, con la grossa fontana dai tre zampilli d'acqua fresca, ottimo pretesto per una breve sosta (h. 0,25).
Dalla piazza passa una delle due strade che si uniscono (l'altra è quella che attraversa Tassano) e che permettono di raggiungere S. Maria del Giogo, sullo spartiacque con la Valtrompia. Andando oltre, si segue l'acciottolato per pochi metri e si aggira da valle l'ultima porzione del borgo, risalendo poi ma senza entrarvi. Superati piccoli filari di vite (Vitis vinifera), alberi di noce (Juglans regia) e prati da sfalcio, si giunge a Gandizzano, caratterizzato dalla Chiesa di S. Maria, risalente al '400 e rimaneggiata più volte.
Proseguendo, ci si abbassa lievemente di quota per attraversare il torrente Saletto, che scorre nell'omonima valle. Oltrepassate le rade abitazioni di Gavone, ci si addentra tra le case di Marasino, dove si trovano due trattorie ove si può eventualmente pranzare (il ristorante "Orazio", via Sant'Antonio 21, Tel. 030.986174 e La "Osteria del Pesce", via Boschetti, 1, Tel. 030.986132, le uniche facilmente raggiungibili sull'itinerario e comodamente posizionate a metà circa del percorso). Proseguendo, si passa nel centro storico di Marasino ed accanto alla Pieve di S. Antonio. Alle spalle di nuovi insediamenti della frazione Conche, si giunge all'attraversamento del torrente Vigolo che trae le sue origini poco sotto Punta Almana, montagna che domina e caratterizza la presente porzione del Sebino bresciano, segno dell'arrivo alla frazione Distone. Si segue la strada che costeggia la sponda destra del torrente per un centinaio di metri, in discesa, per poi svoltare e ritrovarsi tra gli ulivi, con vista sulla chiesa parrocchiale di Sale Marasino. Uliveti e qualche abitazione accompagnano l'escursionista fino all'attraversamento, su di un piccolo ponte ad arco in pietra, del corso d'acqua che scende dal Monte Caprello: il torrente Tufo. Non appena superato il ponte, a lato del quale si trova una fontanella, si risale per un breve tratto il torrente. Presto ci s'imbatte nella frazione Dosso, situata in posizione panoramica alle spalle di Sale Marasino (h. 1,30).

3°Tratto. Dosso (265 m s.l.m.) - Vesto (320 m s.l.m.)
Tempo:                      1.20 ore
Distanza:                    4,1 Km
Dislivello:                   +220/-165 m                           Difficoltà: Facile

Inizia qui uno dei tratti più belli ed affascinanti dell'Antica Strada. Dopo un saliscendi, si abbandonano le fitte abitazioni e la risalita su mulattiere si fa decisa, incrociando case rade, già dimore rurali ed ora utilizzate come residenze. Dopo circa 20 minuti si incontra la strada che collega Distone con Massenzano, congiungendosi alla litoranea nei pressi dell'albergo "Motta". Si prosegue in direzione dell'alto lago per un breve tratto, fino al superamento delle case di Rango, dove ci si incammina per un viottolo in discesa. Oltrepassate le case di Piaser, si fa un salto indietro nel tempo attraversando l'antico borgo rurale di Massenzano (h. 0,30), realizzato su di un solido basamento dolomitico e costituito da fitte case in pietra e legno, collegate da corte viuzze acciottolate. Antica Strada ValerianaUna breve risalita lungo l'asfalto di via Matteotti fino al primo tornante, e poi l'Antica Strada Valeriana s'inoltra tra muri a secco che sostengono vecchi terrazzamenti. Qui trovano posto gli estesi uliveti che rendono così celebre il presente tratto di lago e che rivestono un'importanza rilevante nell'economia locale. Nella zona, protetta dai freddi venti di tramontana, crescono anche esemplari di fico d'India (Opuntia ficus indica), ulteriore conferma del clima mediterraneo.
È doverosa una sosta per ammirare il colpo d'occhio e per ripercorrere con lo sguardo il tragitto compiuto, lungo il semicerchio dell'Antica Strada da Pilzone d'Iseo fino a qui, cercando di riconoscere i paesi, le pievi ed i luoghi attraversati. Si scorge l'abitato di Vesto, il fondo diviene lastricato e pianeggiante, predisposto alla percorrenza dei disabili, alla fine del quale si trova il parcheggio loro riservato, l'accesso ed un punto di sosta (h. 1,00).
Chi ha ancora energie da spendere, dalle case di Vesto, può seguire ancora per qualche centinaio di metri l'Antica Strada che guadagna velocemente qualche decina di metri di quota, inserendosi sulla rotabile che conduce a Pregasso. L'eremo di S. Pietro, eretto nel XV secolo su di un castello preesistente, si erge sullo sperone roccioso, che in questo punto è frapposto tra l'Antica Strada ed il Sebino. Una suggestiva scalinata permette di accedervi in pochi minuti e di godere di vedute particolari che dominano la parte centrale del lago. (h. 1,20).
Tornando sui propri passi si raggiunge il centro di Vesto che si attraversa in discesa fino ad incontrare, sulla sinistra di via Vesto, un centinaio di metri dopo l'incrocio con via Gandane, una stradina che scende, in direzione sud, verso il lago, la si segue fino ad inociare la via Careglio nella quale si svolta a destra, in direzione del cimitero. Poco prima di raggiungere il cimitero, si attraversano la ferrovia e la strada provinciale sulla costa e si piega a sinistra in direzione delle ampie aree di sosta davanti ai campeggi dove ci attende il pullman per il ritorno.

Modulo di iscrizione alla gita

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Ultimo aggiornamento il 9 febbraio 2011

   
         
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