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U.O.E.I. - Sezione di Bergamo "A. Casari" APS | ||||||||||||||||||||||
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31 luglio 2011 Gita Altopiano di Asiago – Monte ORTIGARA m. 2105 Altopiano di ASIAGO – Monte ORTIGARA m. 2105 Modulo di iscrizione alla gita
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera. Il Monte Ortigara è una montagna delle Alpi alta 2.105 m (la cima prima della Grande Guerra era più alta di ben 8 metri: si è abbassata a causa dei continui bombardamenti che la videro teatro di sanguinosissime battaglie). È situato in Provincia di Vicenza, lungo il confine fra Veneto e Trentino-Alto Adige, nella parte settentrionale dell'Altopiano di Asiago; fa parte della cosiddetta "zona censuaria": la competenza amministrativa è del Comune di Asiago, in realtà la proprietà è del Comune di Enego.
Fu teatro di una terribile battaglia, passata alla storia come Battaglia dell'Ortigara, durante la Prima guerra mondiale, che si combatté fra il 10 e il 29 giugno 1917 e che vide impiegati complessivamente 400.000 soldati per la conquista della montagna. Per avere un'idea della violenza degli attacchi che qui si svolsero, si pensi che gli austriaci consumarono, in sola mezza giornata, 200 tonnellate di munizioni. Gli italiani schierarono 22 battaglioni alpini nel tentativo della conquista dell'Ortigara occupata dalla prima linea austroungarica. Il Monte fu da allora chiamato "calvario degli Alpini" e, nel settembre 1920, vi si tenne la prima Adunata nazionale degli Alpini in modo spontaneo, che vide circa 2.000 persone confluire sulla cima per deporvi una colonna mozza a memoria dei caduti, recante la scritta “Per non dimenticare”. Il nostro itinerari Itinerario di ritorno Tempo complessivo per l'intera escursione (rifugio Campomulo, malga Moline, monte Ortigara e ritorno), 6-7 ore. Battaglia del monte Ortigara Il fronte che vide protagoniste le truppe Italiane e Austriache, si estende per solo un chilometro e mezzo di linea all’incirca, e comprende, partendo da nord, quota 2003, il Passo dell'Agnella, l'Ortigara con le due quote 2101 (per gli austriaci quota 2075 "Le Pozze") e quota 2105 (per gli austriaci quota 2107), Regione dei Ponari, Valle dell'Agnella e Monte Campigoletti. I prodromi della battaglia vanno ricercati nell'anno precedente, quando a seguito dell'offensiva austriaca nel Sud Tirolo, entrata nella storia con il nome di Strafexpedition, la linea difensiva italiana dovette retrocedere fino ai margini dell'altopiano dei Sette Comuni, con ciò abbandonando posizioni che si ritenevano di capitale importanza per la salvaguardia dei confini. Pur riuscendo a contenere la discesa al piano delle truppe imperiali, l'esercito italiano fu costretto dall'abile manovra nemica di arretramento a portarsi su una nuova linea assolutamente inadeguata e in posizione tattica subordinata rispetto a quella dell'esercito austro-ungarico. Si rendeva pertanto necessaria, secondo gli intendimenti di Cadorna, la riconquista delle posizioni perdute nel 1916. Complessivamente la 52a Divisione perse nella Battaglia dell’Ortigara 12.633 uomini, dei quali ben 5.969 soltanto l'ultimo giorno, il 25 giugno. Pochi giorni dopo, il generale Mambretti, considerato l’unico, vero responsabile del disastro, fu rimosso dal comando. (per dovere di cronaca è necessario ricordare che Cadorna, a metà giugno, si era già rivolto nuovamente alla fronte Isontina, dopo aver perso interesse alle poco promettenti vicende dell’Ortigara – un suo classico atteggiamento che ne comprova le scarsissime abilità di reale condottiero). La stessa Sesta armata fu sciolta il 20 luglio, facendone confluire una parte nella Prima armata e una parte nella Quarta armata di stanza in Cadore. Mentre i comandanti e tutti gli artefici di una delle più sanguinose battaglie mai combattute dall’esercito italiano, si ricoprirono di infamia che anche i posteri non sapranno mai cancellare, moltissimi furono gli eroi, immacolati nella loro estrema dedizione, caduti ad affollare quel terribile cimitero all’aria aperta che, ancor oggi, è l’intera zona dell’Ortigara.
Modulo di iscrizione alla gita Previsioni Meteo Asiago Ultimo aggiornamento il 25 luglio 2011 |
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