È posto a 1020 mt poco sopra l'alpe Piattè, sul costone nord-orientale del Pizzo della Pieve, sul versante orientale del Grignone (il versante che guarda sulla Valsassina), su un gradevole poggio alberato.
Inaugurato il 28 maggio 1950, di proprietà privata, è una costruzione in muratura a due piani derivata dall'ampliamento di un casolare preesistente; ha 18 posti letto suddivisi in quattro camerette e 1 camerata; 2 servizi igienici di cui uno esterno, sala da pranzo e bar con servizio di ristorante, illuminazione a gas e a candela, acqua corrente di sorgente, riscaldamento a camino e a stufa. Aperto tutto l'anno nei giorni festivi e continuativamente da maggio a ottobre.
Panorama sulla Valsassina, le Alpi Orobie occidentali e, alle spalle, sulla verticale parete Fasana del Pizzo della Pieve.
Accesso: da Primaluna (n.44) - da Baiedo (Pasturo, n.46)
Escursioni: al rifugio Bogani (n.45) - al S.Calimero e al Pialeral (n.47)
Negli anni cinquanta i vecchi proprietari vendevano
vino, gassosa e latte appena munto, ai villeggianti
del Pian di Nava, una conca verdissima e incantevole,
ora cosparsa di cascine e casette, adiacente l’alpe
Piattè. Ed è proprio in quel periodo che l’edificio viene
trasformato in rifugio grazie alla Società Alpina
Operaia Antonio Stoppani, un glorioso sodalizio nato a
Lecco nel 1883 e purtroppo estintosi qualche anno fa,
per vecchiaia, dopo la morte dell’ultimo suo presidente
Giovanni Giovenzana. Una società escursionistica che
ha contribuito a fare la storia di Lecco e che Lecco, per
ignavia e ingratitudine, ha ucciso, tra la totale indifferenza.
Nel 1950 il rifugio fu dedicato a Giovanni Riva,
detto Sora, un rocciatore nato a Lecco nel 1906 e precipitato
in Grignetta, dall’Ago Teresita, il 14 luglio
1935. La baita esistente fu ampliata, sistemata e, sebbene
di proprietà privata, è ora un confortevole luogo
ove passare piacevoli momenti d’autentica serenità. A
poca distanza dalla costruzione, nel 1954, grazie a don
Angelo Maroni, nativo di Primaluna, fu eretta una cappella
dedicata alla Vergine delle rocce, in memoria di
tutti i caduti della montagna.
La via più incantevole per salire al rifugio, parte da
Baiedo di Pasturo, segnavia n° 34. Consiste in un’incantevole
passeggiata, da percorrere rigorosamente a
piedi, tra boschi di castani e faggi, su vista della media
Valsassina, della durata di circa un’ora e mezza; molto
adatta, snodandosi l’itinerario su versante completamente
solivo, per gite di mezza stagione.
Sentiero di ritorno dal rifugio a Baiedo (Pasturo) - Sentiero n. 34
Il percorso a piedi (circa 1h con 400 m di dislivello) offre notevoli scorci paesaggistici ed è molto semplice e adatto alle famiglie con bimbi ed è percorribile facilmente anche in inverno.
La mulattiera che scende verso Baiedo dal rifugio Riva attraversa un incantevole faggeto dal quale in 10' scarsi raggiunge i Piani di Nava sotto la imponente Parete Fasana della Grigna Settentrionale. la mulattiera prosegue attraverso i Piani di Nava, dal sapore bucolico, con pascoli e cascine. La strada carrozzabile scende quindi a tornanti tra castagneti e faggi fino a raggiungere un lavatoio in prossimità della frazione di Baiedo, si imbocca via Rocca ed una volta oltrepassato Baiedo si procegue per l'abitato di Pasturo.